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La Gratitudine: il seme del vero cambiamento




Un ricco mercante fece un dono ad un Maestro di un'ingente quantità di monete d'oro per la costruzione di un nuovo monastero.
Il Maestro accettò senza dimostrare né entusiasmo né gratitudine.
Seccato, il mercante disse: "potresti almeno ringraziarmi".
"E perché dovrei?" gli rispose il Maestro.

"E' chi dona che dovrebbe essere grato".


Dei bambini è il regno dei cieli.






Ciao e ben ritrovato/a,

oggi ti parlo di Gratitudine.

E ti ringrazio subito per essere qui a leggere.

Voglio scriverti la definizione di gratitudine secondo il vocabolario Treccani.


gratitùdine s. f. [dal lat. tardo gratitudo –dĭnis, der. di gratus «grato, riconoscente»]. – Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare (è sinon. di riconoscenza, ma può indicare un sentimento più intimo e cordiale): averesentirenutrire gratitudine per (o versoqualcunoserbaremostrare gratitudine a qualcunogratitudine sinceraprofondaattomanifestazionesegno di gratitudine.


Il dizionario ci fa porre l’attenzione sulla gratitudine rispetto a qualcosa di ricevuto, e ci sta.

Siamo qui e quindi, già solo per questo motivo possiamo essere grati.

Di solito noi tendiamo a ringraziare per qualcosa di ricevuto, ma raramente siamo grati prima di ricevere, giusto?

Spesso ci assuefacciamo a quanto abbiamo, a quello che siamo, ci dimentichiamo molto facilmente che siamo vivi, e diamo per scontato che questa vita sarà per sempre.

Bada bene non ti voglio dire di vivere con l’angoscia che domani potresti morire, anzi, tutto il contrario.

Morte potremmo dire che è sinonimo di privazione.

 

Vita, sinonimo di abbondanza, di Tutto, di Universo o Dio, giusto?

 

Ecco vorrei che tu facessi uno switch, un click, un piccolo cambiamento dentro di te, nel tuo modo di vivere la vita.

 

Per farti comprendere, voglio portarti all’attenzione un ragazzo che per me è un grande esempio di vita, espressione dell’Essere qui in terra, un alchimista, una persona che ha compreso la sua stessa esistenza e si vive nello scopo per cui è nato.

 

Non cerca lo Scopo, vive ogni secondo della sua vita il suo scopo.

 

 

Una storia di Gratitudine

Ti parlo di Nick Vujicic, un ragazzo americano nato senza arti.

nick-vujicic-bambinoEsatto, senza braccia né gambe.

 

Solo con un piccolo piede “di gallina”, come dice lui.

 

Ho citato Nick già in diversi altri articoli.

 

Uno di questi è proprio come trovare lo scopo della vita (leggilo se non l’hai ancora fatto).

 

Nick ha trascorso i primi anni della sua vita nell’angoscia e nella tristezza più totale, bullizzato e preso in giro a scuola, per la sua condizione di “disabile”.

 

Per anni inveiva contro Dio e gli chiedeva sempre… “PERCHÉ??!”

 

Perché mi hai dovuto creare in questo modo?

 

Diverse volte Nick ha tentato il suicidio, l’ultima volta fu nella sua vasca da bagno, quando chiese ai genitori di metterlo dentro per farsi un bagno e riposarsi.

 

Bastava che si fosse girato per poi non riuscire più a tornare nella posizione precedente e quindi porre fine alle sue sofferenze.

 

Poi, l’amore verso i genitori ed i loro sacrifici, il pensare che avrebbero avuto un senso di colpa infinito nel non aver fatto abbastanza per lui, (e Nick fece questi pensieri a soli 8 anni!) lo persuasero a lasciar perdere.

 

Quella fu l’ultima volta che ci pensò.

Ma disse a Dio, non ti servirò fin quando non risponderai alla mia domanda: “Perché?”.

 

E si sa che quando si chiede, la risposta non tarda ad arrivare.

nick_vujicic

 

La risposta a quella domanda arrivò a breve e fu in una domanda: “Ti fidi di me?”.

 

A quel punto Nick intuì qualcosa.

 

Sentì che forse non tutto doveva essere come era nella sua testa, ma che la vita richiedeva il suo intervento non come se l’era immaginato.

 

Non come se l’immagina ogni essere umano.

 

La vita gli chiedeva qualcosa di più.

 

E quel qualcosa in più era abbandonare un atteggiamento.

 

Abbandonare l’idea di come avrebbe voluto la sua Vita.

 

Dimenticarsi di tutto quanto non avrebbe mai potuto avere.

 

Dimenticarsi di tutto quanto non sarebbe mai potuto essere.

 

E di concentrarsi invece su cosa aveva.

 

Su chi era.

 

 

 

E così, accadde il Miracolo.

 

Capì il verso senso della gratitudine.

 

Un giorno quando Nick stava parlando davanti a delle persone, raccontando la sua vita, una ragazza quasi piangendo si alzò e disse: “scusami se ti interrompo, posso venire lì ad abbracciarti?”

E corse da Nick ad abbracciarlo, sussurrandogli all’orecchio: “Grazie, grazie! Mai nessuno fino ad ora mi aveva fatto sentire così amata così per come sono. Grazie!”

 

nick-vujicic

E Nick capì, definitivamente.

 

Capì che qualcosa di più grande, che la Vita aveva necessità di Lui, proprio così com’era, di portare al mondo il suo messaggio.

 

Nick è diventato il più grande “abbracciatore” del mondo… e non ha braccia! 

 

Ironico eh?

La gratitudine è un atteggiamento alla vita, una lode alla vita, in ogni istante.

 

Non guardare ciò che ti manca, guarda ciò che hai.

 

Liberati dell’idea che “non sei”.

 

Tu Sei eccome!

 

Cerca la strada per esprimerti, oltre le convenzioni, oltre quello che ti è stato insegnato.

 

Ti hanno raccontato sin da bambino/a che le cose si fanno in un certo modo, che bisogna comportarsi così altrimenti “poi va a finire che…”

 

Come va a finire?

 

Loro ti replicano la loro storia, ti intimano di fare e di essere in un certo modo in base all’esperienza, in base alle convenzioni, in base a come servi tu al sistema e a come il sistema ti vuole.

 

Omologati e ti sapremo gestire.

 

Pensa come vuoi e sarai un problema.

 

Questo è quello che ti hanno insegnato.

 

Questo è quello che tu stai permettendo ad altri di fare!

 

Attraverso te!

 

Svegliati!

Non abbandonarti!

 

Se proprio devi lasciare il passo a qualcuno, lascialo alla Vita.

 

Lascia che la Vita nutra gli aspetti più intimi e profondi di te, le tue qualità, i tuoi istinti, le tue passioni, la tua arte.

Ogni uomo è un artista – Joseph Beuys

 

Ma guardati accidenti come sei bello/a!

 

Cosa conta?

 

Chi conta?

 

Quale giudizio finale?

 

Ma quale giudizio!

 

Libera la tua rabbia, esprimila, impara a dire di NO! (leggi l’articolo sulla rabbia)

 

Ti hanno insegnato che la rabbia va repressa, ma non è così.

 

La rabbia non significa far del male a qualcuno, significa esprimere il tuo dissenso a qualcosa.

 

Puoi arrabbiarti quanto vuoi e mantenere la pace dentro al tuo cuore.

 

Se non ti arrabbi, quel sentimento ti corrode, ti consumerà dentro, partendo dallo stomaco.

 

Pensa sempre: “Io Sono come decido di Essere”.

 

E se lasci spazio alla Vita, fidati, la vita vuole la conservazione della Vita stessa, non ti farà del male.

 

“Io Sono”, decidi di Essere!

 

E’ il più grande atto d’amore che puoi fare nei confronti di te stesso e di conseguenza verso gli altri.

 

Un Essere che si ama sa cosa vuol dire darsi amore e quindi saprà darlo anche agli altri.

 

L’amore è contagioso.

 

La gratitudine è contagiosa.

 

Da oggi guarda quello che hai.

 

Mi guardo allo specchio e mi dico: “Francesco, come posso servirti oggi? Cosa posso fare per te?”

 

Il tuo ego avrà fame, ti chiederà di tutto.

 

Tu sazialo.

 

Ma arriverà un momento in cui non basterà.

 

Ti renderai conto che arrivare a saziarti di cose, di persone, di gesti, non sarà sufficiente.

 

Allora ti accorgerai che puoi fare qualcosa di molto più grande.

 

Facendoti da parte, ma sempre rispettandoti, la priorità dei tuoi desideri (guarda l’esercizio dell’albero magico) cambierà.

 

I tuoi desideri si affiancheranno al desiderio di poter aiutare altre persone.

 

Nell’albero magico il tuo ramo, sarà affiancato da altri rami che userai per servire chi ti circonda.

 

Non ti parlo (non solo almeno) di fare volontariato.

 

Di solito chi fa volontariato ha dentro un senso di colpa latente non rivelato ( sé stesso soprattutto) e lo redime facendo volontariato.


Molte persone che soffrono di bulimia e anoressia e, che non sono ancora sbocciate, tendono a fare volontariato (o mestieri molto duri tipo OSS, infermieri, etc. raramente amano davvero ciò che fanno) per il senso di colpa che si portano dentro di farsi autolesionismo: ma il loro è solo un grido di bisogno di amore ed accettazione.

Anche dai disturbi alimentari si può venir fuori con la gratitudine e con la presa di coscienza e con un bel lavoro interiore su sé stessi.


Un fiore sboccia, senza chiedere nulla in cambio.

 

Lo fa perché è programmato per farlo.

 

Esprime tutto sé stesso nel fiorire.

 

E adempie al suo scopo e a quello della pianta: prosperare, perpetuare la Vita.

 

In un mondo sistemico, dove ognuno si prende cura di sé stesso e dell’organismo che lo ospita, si pianteranno i semi del Nuovo Mondo, fatto di pace, e co-esistenza.

 

L’ego non avrà più ragione di essere, in quanto si sarà unito con l’Io sistemico.

L’Io Sono.

nick-vujicic

 

Grazie di cuore per aver letto sin qui.


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La Gratitudine: il seme del vero cambiamentoultima modifica: 2018-12-04T12:34:32+02:00 da Francesco Mazza

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