Come essere felici: #10 consigli

Sapevi che la felicità dipende dal modello di occhiali che indossi?

Scegli tu quale paio di occhiali indossare e di conseguenza vedere il mondo che ti circonda in maniera differente!

Ergo, la felicità non è qualcosa da raggiungere, né qualcosa a cui aspirare, è semplicemente un modo di vedere la vita e, soprattutto, il modo in cui ti senti, mentre vivi.

Sapevi che la felicità dipende dal modello di occhiali che indossi?

E’ una metafora, ovvio!

 

Quindi, come essere felici?

 

Scegli tu quale paio di occhiali indossare e di conseguenza vedere il mondo che ti circonda in maniera differente!

 

Ergo, la felicità non è qualcosa da raggiungere, né qualcosa a cui aspirare, è semplicemente un modo di vedere la vita e, soprattutto, il modo in cui ti senti, mentre vivi.

 

Facile a dirsi vero?

 

Soprattutto quando finisce una relazione, o se le cose al lavoro vanno male, se ti si ammala un figlio, è inevitabile che quel sentirsi felici svanisce in un istante.

 

Dolore e Piacere

A questo punto è necessario fare una piccola distinzione tra felicità/piacere e tristezza/dolore, perché spesso si confondono le cose e la società in cui viviamo ci insegna a dover raggiungere la felicità a qualsiasi costo ed evitare assolutamente la sofferenza, cosa che ci porta inevitabilmente fuori strada.

 

Quando si parla di felicità spesso si parla in termini di “fine del dolore” e viceversa quando finisce il piacere, subentra la tristezza.

 

Facciamo un esempio… incontri una ragazza o un ragazzo, la/lo conosci, ci esci, decidi di iniziare una relazione.

 

Dopo un po’, quando l’altra persona sembra deludere alcune delle tue aspettative o si comporta in maniera da te non prevista, iniziano i problemi, inizi a dubitare, iniziano mille paure, che ti portano a pensare di perderlo.

 

Ed ecco che felicità/piacere svaniscono per dar posto a tristezza/dolore.

 

Cosa sta succedendo dentro di te?

Sale l’ansia, inizia lo sconforto, panico totale. Qualcosa di esterno a te sta prendendo il controllo o meglio, stai dando il permesso a quel qualcosa di destabilizzare il tuo equilibrio.

 

La maggior parte di noi si perde questo passaggio e subito dà la colpa all’altro/a…

è troppo così, troppo colà (giudizio)

è colpa sua, è colpa del datore di lavoro o del collega, di Dio, eh… questa crisi non finirà mai…

 

Quante volte ti sei preso in giro ripetendoti queste frasi?

 

Cosa stai facendo a te stesso ripetendoti queste parole in continuazione?

 

Ti stai depotenziando, stai affermando che la vita ti sta sfuggendo di mano, che la colpa è degli altri mentre dovresti pensare alla responsabilità di aver ceduto il potere della tua vita ad eventi esterni a te (che percepisci come più potenti di te).

 

In realtà, qualsiasi cosa accade, bella, brutta, piacevole, triste, dipende sempre da te e dal tuo bagaglio esperienziale (in sociologia viene definita “socializzazione”) e di come percepisci e ti vivi quello che sta accadendo.

Insomma in base al tuo filtro, o alla tua lente… dei tuoi occhiali!

 

La buona notizia

Se prendi consapevolezza di questo, che la felicità è la percezione di te stesso nella vita, il modo in cui decidi di stare al mondo, e che quindi essere felici o meno dipende solo da Te, ecco che ti assumi la bellezza della responsabilità del tuo vivere, con una incredibile presa di potere e capacità di poter cambiare il modo in cui percepisci il mondo che ti circonda.

Non sei più proiettato nel passato e nel futuro, vivi solo di presente.

 

Dove sei? Qui.
Che ore sono? Adesso.
Che cosa sei? Questo momento”.
La Via del Guerriero di Pace 

 

Infatti è nel presente la fine dell’infelicità, della tristezza, e di ciò che genera questi sentimenti.

 

Anche una eccessiva felicità in realtà è deleteria.

 

L’obiettivo sarebbe raggiungere uno stato di grazia interiore, di gioia profonda più che felicità (intesa come euforia).

 

Lo stato di grazia va oltre la dualità, va oltre le forti emozioni, semplicemente è uno stato di auto osservazione, un vuoto dove tutto accade. (Eckart Tolle, Il potere di adesso).

 

Ultima cosa

Le sensazioni fisiche sono direttamente collegate ai pensieri che fai.

 

Quello che pensi genera la produzione di determinati ormoni e questo altera lo stato di benessere del corpo.

 

Scegli bene i pensieri che fai, scegli la felicità, è lo stato in cui tutti noi nasciamo!

 

Pronto per i #10 consigli su come essere felici?

Come essere felici? Eccoti #10 consigli per esserlo o, meglio, per essere in uno stato di grazia

#1 Renditi conto della situazione

La prima cosa da fare se sei in uno stato di sofferenza, di tristezza, o di dolore (fisico, mentale) è accettare la situazione.

Infatti ciò che genera disarmonia, non è tanto l’evento accaduto, ma sempre il tuo modo di percepirlo, quindi la resistenza che la tua mente fa alla situazione diversa da come se l’era prefigurata.

Lascia andare, let it be.

 

#2 Respira

Sembra banale, ma una sana respirazione porta innumerevoli benefici tra cui:

  • ossigena il cervello, cuore e tessuti
  • rilassa il diaframma
  • può farci piangere, e quindi scaricare molta tensione
  • ci fa stare nel presente
  • calma la mente
  • depura il corpo
  • stimola il sistema linfatico e migliora la circolazione
  • ridà energia

 

#3 Medita

A discapito di quanto si dice in giro, la meditazione non necessariamente la si “fa” o necessita di una tecnica.

Infatti non esiste una meditazione migliore o peggiore, ognuno ha il proprio modo di meditare, puoi inventarti tu il tuo modo.

Io per esempio medito mentre corro.

Si, con la respirazione e il ritmo riesco ad andare in uno stato di quiete dove i pensieri si assopiscono, vedo solo ciò che mi circonda, i miei passi che si susseguono uno dietro l’altro, le persone, le onde del mare, gli uccelli, il vento, tutto è e accade in quel medesimo istante.

A quel punto… cosa potrebbe mai mancarmi in quei momenti di estasi?

 

#4 Osserva i tuoi pensieri

 

Qualora si presentassero, osservali, non negare loro di esistere.

 

Osservali senza resistere, togliti di mezzo, non dargli corda. Vedrai che dopo un po’, come ospiti sgraditi, se ne andranno (Dalai lama).

I pensieri non sono Te.

Tu sei la stanza dove loro transitano.

I pensieri non sono “tuoi” in quanto frutto di esperienze passate, modi di pensare dei genitori che acquisiamo da piccoli, modalità apprese di reazione, etc.

Prendi l’abitudine di avere un diario e di scrivere i pensieri.

Scrivili brevi, proprio come ti si presentano, non scrivere le tue elucubrazioni, non le tue considerazioni.

Solo i pensieri, così come ti vengono, sono un materiale prezioso qualora decidessi di riprogrammarti (Scopri come riprogrammare i tuoi pensieri).

 

#5 Gratitudine

Non è banale ringraziare.

C’è Fabio Marchesi che ha inventato la tecnica del campo GIA, (Gratitudine Incondizionata Anticipata).

Ringraziando in anticipo, Fabio applica un semplice concetto della fisica classica: se immergi una mano in una piscina e sposti improvvisamente una massa d’acqua, altra acqua tornerà a riempire quel vuoto che si era creato momentaneamente.

Così, dice lui, se io ringrazio in anticipo per dieci minuti almeno al giorno, creo un potenziale di risposta in cui l’Universo in qualche modo deve mandarmi qualcosa di bello perché io ho già ringraziato, per fede, come se avessi già ricevuto già un dono.

Noi infatti non ringraziamo quando riceviamo qualcosa?




 

#6 Mangia bene

Lo so che a volte ti si chiude lo stomaco o al contrario ti viene da strafogarti il frigo intero o di fumarti 4 pacchetti di sigarette al giorno.

Non dico di non farlo, se pensi ti possa aiutare.

Cerca solo di osservare quali pensieri stai tentando di soffocare e come sempre, buttali giù nel tuo diario, è materiale preziosissimo.

Mangia cibo “vivo”, evita ciò che è morto o che abbia subito eccessiva trasformazione, soprattutto latticini e farina tipo “00”.

Se puoi fatti seguire da un bravo nutrizionista, anche il cibo ingerito fa generare determinati pensieri.

 

#7 Procrastinazione

E’ il contrario dell’azione.

In qualsiasi modo tu ti senta, non procrastinare.

Intendo anche il “sentirti”.

Affronta la sensazione, l’emozione, non rimandare a domani.

Ti aiuterà a sentirti molto più leggero.

Applica la tecnica dell’osservazione dei pensieri nella stanza meditando.

In generale evita di procrastinare, il rimandare gli impegni, lavorativi, emotivi, relazionali, genera malessere, disistima, senso di colpa e vergogna e di conseguenza un bel po’ di tossine nel corpo.

 

#8 Fai sport

Mens sana in corpore sano, se lo dicevano loro, credici!

 

#9 Viaggia

Se puoi viaggia, da solo o possibilmente con persone gioiose e consapevoli, che non approfittino di te per scaricarti i loro problemi addosso.

Stai a contatto con la natura, è una grande maestra, se la leggi tra le righe ti darà degli insegnamenti meravigliosi.

 

#10 Dai

Fai qualcosa per gli altri.

Quando l’Amore è dentro di Te e trabocchi di “Io Sono”, ti vien voglia di espanderti, di condividere, di risuonare con il mondo intero.

Beh, fallo, vedrai miracoli attorno a te.

Non aver paura di essere grande, non ci guadagnerà nessuno dalle tue paure e limiti.

Esprimi la grazia dell’Universo che è in Te!

 

Come essere felici: #10 consigli per la felicità + #1 (bonus 🙂  )

#11 Non permettere a nessuno… 

di dirti cosa è giusto/sbagliato per te, cosa pensare o non pensare, come devi essere o dovresti essere.

E se lo stai facendo fermati a riflettere sul perché lo fai.

Perché hai bisogno di un’approvazione esterna a te?

Può qualcuno conoscerti meglio di come tu conosci Te stesso?

Se lo permetti ricordati che sei tu a dare il permesso che ciò accada.

Questo serve a dare la colpa agli altri quando poi ti accade qualcosa di spiacevole.

Noi abbiamo sempre l’ultima parola sul “farci permettere qualcosa”.

Quando questo accade solitamente sei in una relazione di dipendenza, ma puoi venirne fuori prendendo in mano la responsabilità della tua vita.

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Chris Gardner (Will Smith) è un padre di famiglia che fatica a sbarcare il lunario. Nonostante i lodevoli e coraggiosi tentativi di tenere a galla il matrimonio e la vita famigliare, la madre (Thandie Newton) del piccolo Christopher, che ha solo cinque anni (Jaden Smith) non riesce più a sopportare le pressioni dovute a tante privazioni e, incapace di gestire la situazione, decide di andarsene. Chris, trasformato in un padre single, continua a cercare ostinatamente un impiego meglio retribuito utilizzando le sue notevoli capacità di venditore. Alla fine riesce ad ottenere un posto da praticante presso una prestigiosa società di consulenza di borsa, e sebbene si tratti di un incarico non retribuito, lo accetta con la speranza che alla fine del praticantato avrà un lavoro e un futuro promettente. Privato dello stipendio, Chris e il figlio, vengono sfrattati dall’appartamento e costretti a dormire nei ricoveri per i senza tetto, nelle stazioni degli autobus, nei bagni pubblici o ovunque trovino un rifugio per la notte. Nonostante i suoi guai, Chris continua ad essere un padre affettuoso e presente, usando l’amore e la fiducia che il figlio nutre per lui come spinta per superare tutti gli ostacoli che incontra sulla sua strada.


Leggi anche: #10 consigli per cambiare vita


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Come essere felici: #10 consigliultima modifica: 2017-10-09T20:17:22+02:00 da Francesco Mazza

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