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Bambino interiore: è possibile guarirlo?

Disse la volpe: - "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".


Le tue paure più profonde, sono in realtà, del tuo bambino interiore


…e resomi conto di questo, feci per avvicinarmi a lui, gli passai una mano tra i capelli e gli stesi un braccio attorno alle spalle, mi sedetti al suo fianco. Lui appoggiò la sua testa sul mio petto, assecondando la mia carezza e dicendo: – finalmente sei qui. Sorpreso, gli chiesi come mai piangesse e lui mi rispose che non lo sapeva, ma aveva paura. Paura di star solo, paura che nessuno lo considerasse, che nessuno lo ascoltasse, paura che sarebbe morto in solitudine.
Sulla Strada dell’Io Sono, Francesco Mazza

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Chi è il bambino interiore e perché si chiama così

Nei lavori terapeutici alcuni ne parlano come fosse la parte più reale di noi, altri come se fosse un insieme di ferite e dolore. Altri, addirittura, come della parte più divina della propria esistenza. Nella nostra epoca fu Jung il primo a parlarne chiamandolo «Bambino Divino»; Alice Miller e Donald Winnicott parlavano del «Vero Io» e Charles Whitfield dell’«Io Reale»; per Emmet Fox si trattava del «Bambino Magico» mentre per Rokelle Lerner del «Bambino Interno».

Whitfield considera il bambino interiore quella parte viva, energica, creativa e soddisfatta presente in ciascuno di noi e lo definisce appunto l’Io Reale.

Il bambino interiore felice e il bambino interiore ferito: le 5 ferite infantili

Il “bambino interiore” è dunque il risultato della socializzazione (primaria) avvenuta durante il periodo dell’infanzia. In particolare l’interiorizzazione dei modelli educativi (rinforzati anche da premi, punizioni, etc.) positivi e negativi vanno a formare i mattoni della “personalità” del bambino. I fattori principali che riescono a formare una personalità “positiva” nel bambino possono essere:

  1. ogni genitore è in grado di amare sé stesso
  2. amando sé stesso ha un buon rapporto di intesa, amore e sincerità col proprio partner
  3. i genitori hanno buone capacità comunicative con i figli e la comunicazione avviene in modo corretto (leggi la differenza tra parlare e comunicare)

Crescendo in un ambiente “amabile” il bambino si sente importante, supportato, motivato, considerato. Sa che può contare sul sostegno dei genitori i quali gli lasceranno anche capacità di espressione attraverso scelte autonome e responsabili, sin da piccoli, partendo da questioni semplici fino, col passare del tempo, a quelle più complesse .

Cosa succede invece quando il bambino si trova in un ambiente “ostile” dove vengono a mancare i cardini sopra elencati? Le paure che svilupperà da piccolo, una volta interiorizzate, cosa genereranno nell’adulto?

Ci vuole poco a far sentire inadeguato un bambino.

Un genitore privo di strumenti, che a sua volta replica una dinamica “familiare”, ci riesce sicuramente. Senza intenzione, ignaro delle conseguenze. Di rado mamme e papà conoscono bene i principi della pedagogia ed è molto bassa la percentuale di coloro che prima si affrancano e poi mettono al mondo un figlio. Quindi, come programmi (o virus) i genitori passeranno i modelli genitoriali ricevuti dai loro genitori, ai figli, generando una catena senza fine.

Per difendersi (da sé stessi e dai modelli genitoriali interiorizzati che lavorano ormai a livello inconscio e non a livello razionale) i bambini svilupperanno dei modelli difensivi (o maschere) come strumento di sopravvivenza. Ogni maschera dunque è una reazione alla tipologia di trauma o ferita ricevuta.

La maschera in psicologia rappresenta un meccanismo di difesa, un imprinting che si innesca in seguito ad una situazione di forte dolore, che crea un vissuto di ferita emotiva profonda, avvenuto in tenera età. In sintesi la maschera è la parte strutturante della personalità, la parte più esterna e come tale, è costituita da modi di pensare, di agire, di sentire, di vedere le cose, ecc.

Introduciamo quindi le 5 ferite infantili e le relative maschere (difensive) che il bambino, una volta adulto, metterà in atto al 99% in maniera inconsapevole.

Le 5 ferite infantili e le relative maschere

Una volta interiorizzati i disagi, i traumi, le repressioni, etc. i bambini cresceranno con una personalità distonica, aberrata e deviata,  direttamente proporzionale alle esperienze/traumi vissuti. Ad esempio una ragazza abusata sessualmente da piccola, con molta probabilità svilupperà una personalità “maschile” che tenderà ad uccidere (e a vendicarsi) di tutti i “maschi” che si approcceranno a lei in futuro, nonostante lei si definisca innamorata di loro. Non solo, con molte probabilità chi ha subito un abuso, da adulto perpetuerà in qualche forma autolesionistica, l’abuso subito. Anoressia, bulimia, alcolismo, abuso di sostanze, dipendenze, abuso della modifica del corpo con botulino, tatuaggi, etc. sono solo alcune delle problematiche che hanno radici profonde in un abuso infantile. L’abuso ovviamente non è solo sessuale o fisico, ma è spesso soprattutto psicologico, ed è molto più difficile da riconoscere e superare.

Gli abusi psicologici intesi anche come incapacità educativa, assenza, superficialità dei genitori incidono sulla crescita psico-emotiva del bambino, rendendo la sua personalità molto problematica.


Dal libro “Le cinque ferite e come guarirle. Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione, tradimento” di Lise Barbeau leggiamo che secondo la psicoanalisi si possono distinguere cinque ferite con le rispettive maschere:

  1. la ferita del rifiuto e la corrispettiva maschera da fuggitivo
  2. la ferita d’abbandono e la maschera da dipendente
  3. la ferita dell’umiliazione con la corrispondente maschera da masochista
  4. la ferita del tradimento e la maschera del controllo
  5. la ferita dell’ingiustizia e la maschera del rigido

Queste ferite sono procurate dalle persone più vicine, di solito i genitori, in modo inconsapevole, molto spesso loro stessi sono stati oggetto di questa dinamica a loro tempo nell’infanzia, ma non avendola vista e modificata, la ripropongono automaticamente senza saperlo.

La maschera propone un personaggio, con modi di pensare, di parlare, di proporre il corpo, di camminare, di respirare, ecc. Infatti, la diagnosi viene fatta proprio dall’osservazione di tutte queste variabili: corpo, linguaggio, pensiero, affettività.

La maschera è la risposta che il bambino ha trovato a suo tempo, per sopravvivere nel modo migliore alla ferita, è un meccanismo di difesa, un modo per ritrovare un ruolo attivo e di controllo su una situazione subita, eccessivamente dolorosa.

Ad esempio chi subisce il rifiuto (di solito dal genitore dell’altro sesso), indosserà la maschera del fuggitivo, come tentativo di ripristinare il proprio potere e volere. Avrà un corpo sottile e lungo, con poco peso e spessore, parlerà in modo non incisivo per rimarcare la non presenza, non prenderà l’iniziativa, userà termini e modi che lasciano intravedere che non garantisce la sua presenza, ecc.

Ciascuno di noi può avere più maschere, anche se generalmente ce n’è una, che risulta maggiormente predominante e strutturante rispetto alle altre. Talvolta la ferita principale, quella più profonda, è quella meno visibile, si nasconde sotto altre più evidenti e superficiali. Di seguito riporto nel dettaglio le 5 ferite con le rispettive maschere:

Caratteristiche della Ferita da Rifiuto

RISVEGLIO DELLA FERITA: dal concepimento fino all’anno di età. Non sentirsi in diritto di esistere con il genitore dello stesso sesso.

MASCHERA: fuggitivo.

CORPO: contratto, striminzito, smilzo o frammentato.
Occhi: piccoli, con un’espressione di paura, o con l’impressione che ci sia una maschera intorno agli occhi.

VOCABOLARIO: “una nullità, niente, inesistente, scomparire”

CARATTERE: distaccato dalle cose materiali, perfezionista, intellettuale, passa attraverso fasi di grande amore alternate a odio profondo. Non crede di aver il diritto di esistere; difficoltà sessuali. Si crede uno assoluto, senza valore. Cerca la solitudine; evanescente, ha la capacità di rendersi invisibile. Trova vari modi per fuggire; facilmente si esilia sul piano astrale. Si crede incompreso; difficoltà nel lasciar vivere il proprio bambino interiore.

MASSIMA PAURA: il panico.

ALIMENTAZIONE: emozioni o paura gli tolgono l’appetito. Porzioni piccole. Per fuggire: zucchero, alcol o droga. Predisposto all’anoressia.

POSSIBILE MALATTIE: pelle, diarrea, aritmia, cancro, problemi respiratori, allergie, vomito, svenimento, coma, ipoglicemia, diabete, depressione con intenti suicidi, psicosi.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.

  • Il fuggitivo ha una voce spenta, debole;
  • Il fuggitivo non ama particolarmente la danza. Quando balla, si muove poco, in modo evanescente, per non farsi notare. Ciò che ne emana, è un “non guardatemi troppo”;
  • Il fuggitivo preferisce una macchina con i coloro scuri, che passa inosservata. Puoi applicare questa caratteristica ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
  • Il fuggitivo si fa piccolo piccolo sulla sedia, e gli piace molto nascondere i piedi sotto le cosce. Dal momento che non è radicato in terra, può allora più facilmente fuggire;

Quando si attiva la ferita da RIFIUTO, indossi la maschera del fuggitivo. Questo fa sì che tu voglia fuggire dalla situazione o dalla persona che credi responsabile del rifiuto, per paura di essere colto dal panico e sentirti impotente.

Tale maschera può anche convincerti a diventare il più possible invisibile, ritirandoti in te stesso, non dicendo o non facendo nulla che possa far sì che tu sia maggiormente respinto dall’altro. Questa maschera ti fa credere di non essere abbastanza importante per prendere il tuo posto, di non avere diritto ad esistere come tutti gli altri.

Il fuggitivo si dà ad intendere che si occupa di sé e degli altri, per non sentire i vari rifiuti vissuti. La persona che soffre per il rifiuto alimenta la propria ferita ogni volta che si dà dell’ incompetente, del buono e nulla, che pensa di essere del tutto inutile nella vita altrui, ed ogni volta che fugge via da una situazione.

La ferita da RIFIUTO è in via di guarigione quando prendi sempre di più il posto che ti compete, quando osi affermare te stesso. Inoltre, se qualcuno pare dimenticare che esisti, riesci ad essere comunque a tuo agio. Ti accadono molto meno situazioni in cui temi di essere colto dal panico.

Caratteristiche della Ferita da Abbandono

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno di età con il genitore di sesso opposto. Mancanza di nutrimento affettivo o del genere di nutrimento desiderato.

MASCHERA: dipendente.

CORPO: allungato, sottile, ipotonico, floscio, gambe deboli, schena curva, braccia che sembrano troppo lunghe e pendono lungo il corpo, parti del corpo cadenti o flaccide.
Occhi: grandi, tristi.

SGUARDO: magnetico.

VOCABOLARIO: “assente”, “solo”, “non reggo”, “mi mangiano”, “mi stanno col fiato sul collo”.

CARATTERE: vittima. Empatico. Bisogno di presenza, di attenzione soprattutto di sostegno. Difficoltà nel fare o nel decidere qualcosa da solo. Chiede consigli che poi non necessariamente segue. Voce infantile. Difficoltà a sentirsi dire di no (ad accettare un rifiuto). Tristezza. Piange facilmente. Attira la pietà. Un giorno è allegro, un giorno è triste. Si aggrappa fisicamente agli altri. Sensitivo. Protagonista. Vuole l’indipendenza. Gli piace il sesso.

MASSIMA PAURA: la solitudine.

ALIMENTAZIONE: una buona forchetta. Bulimico, gli piacciono gli alimenti morbidi. Mangia lentamente.

POSSIBILI MALATTIE: problemi alla schiena, asma, bronchite, emicrania, ipoglicemia, agorafobia, diabete, ghiandole surrenali, miopia, isteria, depressione, malattie rare che attirano maggiormente attenzione, malattie incurabili.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.

  • Il dipendente usa voce infantile e un tono lamentoso;
  • Il dipendente preferisce i balli che prevedono il contatto fisico, in modo da potersi incollare al partner. A volte gli sembra di restare appeso all’altro; ciò che emana da lui è un “guardate come il mio partner mi ama”;
  • Il dipendente preferisce una vettura confortevole, diversa dalla norma. (Puoi applicare questa caratteristica ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti);
  • Il dipendente sprofonda nella poltrona o nella sedia, oppure si appoggia a qualcosa, per esempio al bracciolo della sedia vicina, o alla spalliera. La parte alta della schiena è inclinata in avanti.

Quando si attiva la ferita da ABBANDONO, indossa la maschera del dipendente. Essa lo fa diventare come un bambino piccolo che ha bisogno di attenzione, che  cerca fingendo, lamentandosi, o sottomettendosi a ciò che accade, in quanto crede di non potercela fare da solo.

Tale maschera gli fa fare l’impossibile per evitare di essere lasciato, o per ottenere maggiore attenzione. Può addirittura convincerlo ad ammalarsi, o a diventare vittima di vari problemi, pur di ottenere il supporto o il sostegno che cerca.

Il dipendente ama fare l’indipendente e dire, a chi gli presta ascolto, quanto sta bene da solo, e che non ha bisogno di nessuno. La persona che soffre di abbandono alimenta la sua ferita ogni volta che abbandona un progetto che le stava a cuore, ogni volta che si lascia andare, che non si occupa abbastanza di sé, che non si concede l’attenzione di cui ha bisogno. Fa paura agli altri aggrappandosi troppo a loro, e cosi facendo fa del suo meglio per perderli, trovandosi nuovamente da solo. Fa soffrire molto il suo corpo, creandosi delle malattie allo scopo di attirare l’attenzione.

La ferita da ABBANDONO è in via di guarigione quando ti senti bene anche da solo, e cerchi meno l’attenzione altrui. La vita è meno drammatica. Hai sempre più voglia di cominciare progetti nuovi e puoi continuare anche se altri non ti appoggiano.

Caratteristiche della Ferita da Umiliazione

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno, con il genitore che si è occupato dello sviluppo fisico. Di solito è la madre. Mancanza di libertà. Sentirsi umiliato dal controllo di questo genitore.

MASCHERA: masochista.

CORPO: grasso, tondo, non tanto alto, collo grosso e rigonfio, tensioni al collo, alla gola, alle mascelle e alla pelvi. Viso rotondo, aperto.
Occhi: grandi, rotondi, spalancati e innocenti, come quelli di un bambino.

VOCABOLARIO: “essere degno, indegno, -ino, -one”.

CARATTERE: spesso si vergogna di sé e degli altri o ha paura che gli altri si vergognino di lui. Non gli piace andare di fretta. Conosce le proprie necessità ma non le ascolta. Si fa carico di troppe cose. Mantiene il controllo su tutto per evitare la vergogna.

Si crede un sudicione, senza cuore, un porcello o comunque infimo rispetto agli altri. Empatico, fa del suo meglio per non essere libero, in quanto “essere libero” significa “illimitato”. Se è senza limiti, ha paura di straripare.

Gioca a fare la mamma. Ipersensibile. Punisce sé stesso, credendo di punire l’altro. Vuol essere degno. Prova un senso di disgusto. Prova vergogna sul piano sessuale, ma è sensuale, e non ascolta i propri bisogni sessuali. Compensa e si gratifica con il cibo.

MASSIMA PAURA: la libertà.

ALIMENTAZIONE: gli piacciono gli alimenti grassi, il cioccolato. E’ bulimico, oppure mangia tante piccole porzioni. Prova vergogna nel comprarsi o nel mangiare dolciumi.

POSSIBILI MALATTIE: disturbi alla schiena, alle spalle, alla gola, angina, laringite, problemi respiratori, problemi alle gambe, ai piedi, varici, storte, fratture, disturbi al fegato, alla tiroide, pruriti cutanei, ipoglicemia, diabete, disturbi cardiaci.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.

  • Il masochista finge spesso con la voce di provare dei sentimenti, per dimostrare interesse quando non lo prova;
  • Il masochista ama molto ballare, e ne approfitta per esprimere la propria sensualità. Balla per il piacere di ballare; ciò che ne emana è un “guardate come posso essere sensuale”;
  • Il masochista sceglie una macchina piccola, dove si sente allo stretto. (Puoi applicare questa caratteristica ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti);
  • Il masochista si siede a gambe larghe. Dal momento che per lo più sceglie una sedia o una poltrona non adatta a lui, sembra sia scomodo;

Quando si riattiva la ferita da UMILIAZIONE, indossa la maschera del masochista. Questa gli fa dimenticare i suoi bisogni così da pensare soltanto a quelli altrui e diventare una brava persona, generosa, sempre pronta a rendersi utile, anche al di là dei suoi stessi limiti.

Fa in modo di caricarsi sulle spalle responsabilità e impegni di gente che pare avere difficoltà nel rispettare ciò che deve fare, e questo ancor prima che glielo chiedano. Fa del suo meglio per rendersi utile, sempre per non sentirsi umiliato, sminuito. Così facendo fa in modo di non essere libero, cosa che sarebbe così importante per lui. Ogni volta che il suo agire è motivato dalla paura di provare vergogna di se stesso o dalla paura di sentirsi umiliato, è segno che indossa la maschera del masochista.

Il masochista si convince che tutto ciò che fa per gli altri gli fa enormemente piacere e che, facendolo, ascolta veramente i propri bisogni. E’ bravissimo a dire e a pensare che va tutto bene, e a trovare scusa per situazioni o persone che l’hanno umiliato.

Chi soffre di umiliazione alimenta la propria ferita ogni volta che si sminuisce, che si paragona agli altri sminuendosi e che si accusa per essere troppo grasso, non buono, senza volontà, un approfittatore e così via. Si umilia indossando abiti che non gli stanno bene, e sporcandoli. Fa soffrire il corpo dandogli troppo cibo da digerire e da assimilare. Si fa soffrire assumendosi responsabilità altrui, il che lo priva della sua libertà e del tempo da decidere a sé stesso.

La ferita da UMILIAZIONE è in via di guarigione quando ti concedi il tempo di verificare le tue necessità prima di dire di sì agli altri. Ti fai carico di molte meno cose, ti senti più libero. Smetti di creare dei limiti per te stesso. Sei anche capace di fare domande senza sentirti uno che disturba, se non addirittura un rompiscatole.

Caratteristiche della Ferita da Tradimento

RISVEGLIO DELLA FERITA: fra i due e i quattro anni di età, con il genitore di sesso opposto. Violazione della fiducia o aspettative non corrisposte nella connessione amore/sessuale. Manipolazione.

MASCHERA: controllore.

CORPO: esibisce forza e potere. Nell’uomo, spalle più larghe delle anche; nella donna, anche più larghe e più forti delle spalle, petto in fuori, ventre rotondo.

SGUARDO: Intenso e seducente. Coglie tutto in un’occhiata.
VOCABOLARIO: “dissociato, hai capito?”, sono capace, lasciami fare da solo, lo sapevo, fidati di me, non mi fido di lui”.

CARATTERE: si crede molto responsabile e forte. Cerca d’essere speciale e importante. Non mantiene gli impegni presi e le promesse, oppure si sforza per mantenerli. Mente facilmente. Manipolatore, seduttore; ha molte aspettative. Sbalzi d’umore.

Convinto di aver ragione, cerca di convincere l’altro. Impaziente, intollerante, comprende e agisce rapidamente. Dà ottime prestazioni per farsi notare. Commediante. Si confida con difficoltà. Non mostra la propria vulnerabilità. Scettico. Paura del disimpegno.

MASSIMA PAURA: dissociazione, separazione, rinnegamento.

ALIMENTAZIONE: buon appetito, mangia rapidamente. Aggiunge sale e spezie. E’ in grado di controllarsi quand’è occupato, ma poi perde il controllo.

POSSIBILE MALATTIE: malattie che riguardano il controllo e la perdita del controllo, agorafobia, spasmofilia, apparato digerente, malattie che finiscono con il suffisso “-ite”, herpes alla bocca.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.

  • Il controllore ha una voce forte, che si sente da lontano;
  • Il controllore prende molto spazio. Gli piace ballare e ne approfitta per sedurre. Soprattutto la cosa gli offre un’occasione per farsi guardare. Ciò che ne emana è un “guardatemi”;
  • Il controllore compra una macchina potente, che verrà notata. Puoi applicare questa caratteristica ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
  • Il controllore si siede inclinando il busto all’indietro, con le braccia incrociate quando ascolta. Quando è lui a parlare si china in avanti, per meglio convincere il suo interlocutore;

Quando vivi la ferita da TRADIMENTO, indossi la maschera del controllore che ti fa diventare diffidente, scettico, in guardia, autoritario e intollerante, a causa delle tue aspettative. Fai di tutto per mostrare di essere una persona forte, di quelle che non si lasciano fregare facilmente, soprattutto che non si lasciano influenzare dagli altri.

Questa maschera ti fa fare cose incredibili pur di evitare di perdere la tua reputazione, anche al punto di mentire. Dimentichi i tuoi bisogni, e fai quello che fai perché gli altri ti pensino affidabile, una persona nella quale possono aver fiducia. Questa maschera fa sì che tu proietti una facciata di persona sicura di sé, anche se non hai fiducia in te stesso, e rimetti spesso in discussione le tue decisioni o le tue azioni.

Il controllore è convinto di non mentire mai, di mantenere sempre la parola, e di non aver paura di nessuno. Chi soffre di tradimento alimenta questa sua ferita mentendo a sé stesso, dandosi a credere cose false e non mantenendo gli impegni che ha preso con sé stesso. Si punisce facendo tutto da solo, perché non ha fiducia negli altri e non delega nulla. E’ talmente intento a verificare ciò che fanno gli altri, da privarsi del tempo da dedicare a sé stesso.

La ferita da TRADIMENTO è in via di guarigione quando non vivi più tante emozioni nel momento in cui qualcuno o qualcosa disturba i tuoi piani. Molli la presa più facilmente. Preciso che mollare la presa significa smettere di restare aggrappati ai risultati, smettere di volere che tutto avvenga secondo i nostri piani. Non cerchi più di trovarti al centro dell’attenzione. Quando sei molto fiero di te in seguito a una tua impresa, puoi essere a tuo agio anche senza il riconoscimento altrui.

Caratteristiche della Ferita da Ingiustizia

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra i quattro e i sei anni di età, con il genitore dello stesso sesso. Dover fornire prestazioni elevante ed essere perfetto. Blocco dell’individualità.

MASCHERA: rigido.

CORPO: diritto, rigido e più perfetto possibile. Ben proporzionato. Natiche rotonde, vita piccola, stretta dagli abiti a dalla cintura. Movimenti rigidi, pelle chiara, mascella serrata, collo rigido, portamento diritto e fiero.

SGUARDO: luminoso e vivace, chiaro.

VOCABOLARIO: “nessun problema, sempre/mai, ottimo/benissimo, molto speciale, giustappunto, esattamente, sicuramente, d’accordo?”

CARATTERE: perfezionista, invidioso, taglia i ponti con il suo sentire. Incrocia spesso le braccia. Dà prestazioni che mirano alla perfezione. Troppo ottimista. Vivace, dinamico. Si giustifica molto. Ha difficoltà a chiedere aiuto. Può ridere per niente, per nascondere la sua sensibilità. Tono di voce secco e rigido. Non ammette di vivere dei problemi. Dubita delle sue scelte, si paragona con gli altri, i migliori come i peggiori. Difficoltà, in generale, nel ricevere.

Trova ingiusto di ricevere meno degli altri, e ancora più ingiusto se riceve più di loro. Difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere senza poi sentirsi colpevole. Non rispetta i propri limiti, chiede troppo a sé stesso. Si tiene sotto controllo. Ama l’ordine. Raramente si ammala, è duro nei confronti del proprio corpo. Collerico. Freddo, ha difficoltà a mostrare il suo affetto. Gli piace avere un aspetto sexy.

MASSIMA PAURA: la freddezza.

ALIMENTAZIONE: preferisce gli alimenti salati a quelli dolci. Gli piace tutto ciò che è croccante. Si tiene sotto controllo per non ingrassare. Si giustifica e prova vergogna quando perde il controllo.

POSSIBILI MALATTIE: esaurimento nervoso professionale, anorgasmia (nella donna), eiaculazione precoce o impotenza nell’uomo. Malattie il cui nome finisce per “-ite”, come la tendinite, la borsite, l’artrite, eccetera. Torcicollo, stitichezza, emorroidi, crampi, problemi di circolazione, problemi epatici, varici, problemi di pelle, nervosismo, insonnia, disturbi della vista.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.

  • Il rigido parla in modo piuttosto meccanico e trattenuto;
  • Il rigido balla molto bene e ha ritmo, malgrado la rigidità delle gambe. Fa attenzione a non sbagliarsi. E’ quello che più spesso si iscrive a un corso di danza. I super rigidi sono serissimi, se ne stanno dritti e sembra quasi che contino i passi mentre danzano. Ciò che ne emana è un “guardate come ballo bene”;
  • Il rigido preferisce un’ automobile classica, dalle buone prestazioni, perché vuole che corrisponda a quanto ha speso. (Puoi applicare questa caratteristica ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti);
  • Il rigido si siede ben dritto. Può addirittura serrare le gambe una contro l’altra, e allinearle al corpo, il che accentuerà ulteriormente la rigidità del suo portamento. Quando incrocia gambe a braccia, è per non sentire quello che accade.

Quando è attivata la ferita da INGIUSTIZIA, indossa la maschera del rigido, che fa di lui/lei una persona fredda, brusca e secca tanto nel tono quanto nei movimenti. Proprio come il suo atteggiamento, anche il corpo si irrigidisce. Questa maschera fa diventare anche grandi perfezionisti, e fa vivere tanta collera, impazienza, critica, intolleranza nei confronti di sé stessi.

E’ molto esigente e non rispetti i suoi limiti. Ogni volta che si tiene sotto controllo, che trattiene o che si è duri nei confronti di sé stessi, è segno che si è messa la maschera del rigido.
Il rigido adora dire a tutti quanti di come la sua vita sia senza problemi, e gli piace credere di avere tanti amici che lo amano così com’è. Chi soffre di ingiustizia alimenta questa ferita diventando troppo esigente nei propri confronti.

Non rispetta i propri limiti, e si impone molto stress. E’ ingiusto con sé stesso perché si critica, e ha difficoltà a vedere le proprie qualità positive e le buone cose che fa. Soffre quando vede soltanto ciò che non è stato fatto, oppure soltanto l’errore commesso. Si arreca sofferenza avendo difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere.

La ferita da INGIUSTIZIA è in via di guarigione quando ti permetti di essere meno perfezionista, di fare errori senza essere in collera o avere un senso critico. Ti permetti di mostrare la tua sensibilità, di piangere davanti agli altri, senza perdere il controllo e senza paura del giudizio altrui.


Tratto dal libro “Le cinque ferite e come guarirle. Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione, tradimento” di Lise Barbeau


Le 5 Ferite e Come Guarirle
Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento: le Cinque Ferite

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E’ possibile guarire il bambino interiore, ecco #10 consigli per prendertene cura

Ricordi che quando da bambino cadevi, correvi tra le braccia della mamma per trovare consolazione, perché eri certo che lei avrebbe potuto fare qualcosa per farti stare meglio? Cercavi con fiducia il suo abbraccio, e anche soltanto le sue carezze e la sua voce ti tranquillizzavano. Nelle braccia dei genitori c’è qualcosa di speciale che nessun altro può dare. Quindi, il modo per iniziare a far star bene il tuo bambino interiore è quello di sviluppare il tuo genitore interiore. Adesso finalmente hai l’opportunità di darti tutto quello di cui hai sempre avuto bisogno, in modo amorevole, come più ti piace. La prima cosa da fare dunque è prendere consapevolezza della sua esistenza e sviluppare con questa parte di te un sano dialogo.

#1 mettiti davanti a uno specchio e guardati negli occhi

Guardiamoci veramente, nel profondo dei nostri occhi, e cominciamo a comunicare con il nostro bambino interiore. Le prime frasi da rivolgergli sono senz’altro di perdono: perdoniamoci e chiediamogli perdono per non avergli parlato o per averlo rimproverato a lungo.

Diciamogli che vogliamo recuperare il tempo perduto chiedendogli come possiamo renderlo felice, e se la cosa lo spaventa, chiediamogli cosa possiamo fare per recuperare la sua fiducia.

E’ importante adoperare parole ed espressioni semplici:


“Che cosa posso fare per renderti felice? Che cosa ti piacerebbe oggi?”


#2 permettigli la spontaneità

Permetti alla spontaneità del tuo bambino interiore di essere espressa ogni qualvolta ne hai l’occasione, oppure creati un’opportunità. Fai ciò che ti sorprende, fai ciò che per te è imprevedibile o sconosciuto. Il bambino interiore ama le sorprese!

Prova a dirgli:

  • Culla un orsacchiotto; ricorda a te stesso come ci si sente a essere un bambino.
  • Prendi della carta da disegno e delle matite colorate e comincia a disegnare il bambino interiore.
  • Fai un’attività non abituale: potrebbe essere rischiosa, paurosa o anche proibita. Chiedi al tuo bambino interiore se vuole andare sui pattini, saltare da un trampolino, disegnare nella sabbia, andare in bicicletta o far volare un aquilone.
  • Pronuncia al tuo bambino affermazioni positive mentre celebri e abbracci la sua innocenza.
  • Guarda un tramonto che ti lascia pieno di stupore mentre risvegli gli occhi del bambino interiore al mistero. O guarda i miliardi di stelle in una notte limpida. È veramente un mistero, e solo se puoi sentire questa profondità nel tuo cuore il tuo bambino interiore si sveglierà e saprai di cosa sto parlando.

#3 recupera i punti di vista

Recuperare i punti di vista di quando eravamo bambini può essere utile in molte situazioni di ogni giorno e anche per prendere delle decisioni particolari. A lungo andare assumere un punto di vista speciale può cambiare in meglio le nostre prospettive di vita, allargare i nostri confini, conoscerci sotto aspetti che di noi neanche immaginavamo. Proviamo a dire sempre si alla vita.

#4 inizia a divertirti

Elenca 15 modi in cui puoi divertirti con il tuo bambino/bambina interiore. Forse ti fa piacere leggere un buon libro, andare al cinema, fare un po’ di giardinaggio, tenere un diario o fare un bel bagno caldo.
E che ne dici di qualche attività infantile? Prendi tutto il tempo necessario per pensarci. Puoi correre in spiaggia, andare ai giardini e giocare sull’altalena, puoi fare dei disegni o arrampicarti su di un albero.
Dopo aver fatto il tuo elenco, cerca di praticare almeno una di queste attività ogni giorno. Così inizia la guarigione!

#5 prenditi cura di te e fai ciò che ti piace

Un genitore amorevole si accerterebbe che tu mangiassi come si deve e che tu dormissi le ore giuste, che facessi movimento e che avessi a disposizione aria fresca e riposo. Mantieniti sano/a e in forma. Tenersi in esercizio prendendosi buona cura di sé è una parte fondamentale di questo processo. Abituati ad essere premuroso/a nei tuoi confronti. Preparati una tazza di thè con la stessa cura con cui la prepari per qualcun altro/a. Frequenta una sauna, regalati dei massaggi o preparati un bel bagno caldo con sali o oli profumati; immergiti nella vasca e rilassati. Preparati una cena a lume di candela, una cena deliziosa con una scenografia speciale. Coccolati. Trattati come ti tratterebbe un genitore amorevole.

#6 confini sani

Una delle trappole più rischiose è sentirsi sempre in dovere di dire di sì. Fai in modo che le altre persone sappiano cosa vuoi e cosa non vuoi. Fai sapere loro cosa va bene per te e cosa non va bene. Se hai un amico/a che arriva sempre in ritardo e finisce sempre che tu la aspetti e ti annoi, dille come ti senti. Un genitore amorevole non permetterebbe a qualcun altro di trattarti in malo modo. Un genitore amorevole si assicura che i bisogni di suo figlio/sua figlia siano soddisfatti. Se qualcuno ti manca di rispetto o ti fa del male, fatti sentire. Dì lui che non vuoi che ti si parli in quel modo. Se qualcuno fosse maleducato, ostile o si rivolgesse con male parole a tuo figlio/tua figlia, interverresti a favore del tuo bambino/a. Proteggiti così come ti proteggerebbe un genitore amorevole. Rispettiamo il desiderio di trascorrere qualche momento da da soli così come vorrebbe il nostro bambino interiore, a cui occorre del tempo per riflettere su se stesso con molta tranquillità. Nel mentre impariamo anche a rispettare il suo bisogno di compagnia, di socializzazione e di stringere nuove amicizie.

#7 riconoscere le emozioni

Il nostro bambino interiore deve imparare che le emozioni vanno e vengono anche se a volte possono sembrare troppo pesanti da sopportare. È importante saperle riconoscere, accettarle ma non maturare un attaccamento verso di esse e non confonderle con ciò che siamo veramente.

#8 credi in te stesso

Sei unico, non paragonarti a niente e nessuno. Nessuno può definire le tue regole, i tuoi parametri, nessuno può dirti chi essere e come essere. Scrivi, disegna il tuo foglio bianco! Un genitore amorevole evidenzierebbe la tua unicità, ti direbbe quanto sei speciale, ti incoraggerebbe a rafforzare i tuoi punti di forza e ti sosterrebbe in maniera amorevole senza giudicarti. Un genitore amorevole ti dice “Puoi farlo”, “Credo in te”. Diventa il tuo tifoso, il tuo coach e la tua cheerleader più potenti.

#9 compassione e perdono

Abbi compassione per il tuo essere umano/a e per i tuoi difetti. Sei umano/a e sbaglierai. Guardati con gli occhi di un genitore amorevole, senza punirti o criticarti. Rassicurati. Consolati. Accettati in maniera incondizionata. E dimostra la stessa compassione ai tuoi genitori e alle altre persone perché anche loro sono umani.

#10 leggi libri ed immagina

Concediti del tempo per leggere. Un buon libro espande i tuoi orizzonti, apre porte che non immaginavi, migliora il tuo dizionario, allena la mente e la memoria e ti aiuta a visualizzare e ad immaginare! Fai diventare il tuo bambino interiore il mago che ha sempre desiderato essere!


“Immaginare, in me mago agere!”


Dovevo solo porgere la mano e scrivere la mia vita! Avere il coraggio di scrivere era l’atto di fede richiestomi. Sapevo che se avessi appoggiato quella penna sul foglio, ne sarebbe uscito inchiostro, era certo! Come il Sole che ogni mattino sorge ed ogni sera tramonta, cosi è la vita, un continuo atto di fede credendo che quello che si pensa venga scritto dalla penna per mezzo della mia mano! Io dovevo solo immaginare qualcosa di bello e scriverlo, la penna, il foglio e l’inchiostro avrebbero fatto il resto!

tratto da “Sulla strada dell’Io sono”, che puoi acquistare qui


 Si ringrazia per gli spunti: Marta Albé di GreenMe, Lucia Giovannini, SaYa, Lise Bourbeau 


 

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Un nuovo bellissimo riadattamento del Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupéry che dà tantissimi insegnamenti per il nostro bambino interiore, da vedere.

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Una bambina si trasferisce con la madre in un nuovo quartiere. Qui dovrà impegnarsi nello studio secondo un planning estremamente articolato elaborato dalla madre la quale, donna in carriera, vuole assolutamente che la figlia si inserisca nei corsi della prestigiosa Accademia Werth finalizzata a formare i manager del futuro. Il nuovo vicino di casa è un anziano aviatore che prende a raccontare alla bambina del suo incontro, avvenuto tanti anni prima nel deserto africano, con un Piccolo Principe giunto sulla Terra dopo un lungo viaggio tra gli asteroidi. La bambina inizialmente sembra voler resistere alla narrazione ma progressivamente se ne fa catturare.

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Bambino interiore: è possibile guarirlo?ultima modifica: 2017-10-15T23:30:03+02:00 da Francesco Mazza

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